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		<title>Chi ama gli animali</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 09:37:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauro</dc:creator>
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di Mimma Franco
Chi ama gli animali vorrebbe amare anche gli uomini, sarebbe naturalmente predisposto ad amarli e a rispettarli così come desidera rispettare la vita in ogni sua forma. Ma gli uomini sanno farsi odiare, se ne accorge ben presto proprio chi lavora come volontario per aiutare gli animali maltrattati dai loro fratelli dotati di massa cerebrale tanto maggiore quanto mal impiegata. E invece, proprio lavorando fianco a fianco con le coraggiosissime volontarie pugliesi che ho conosciuto quest’anno, ho imparato che, in mezzo a tante storie di degrado morale e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2012/01/palla3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2354" title="palla3" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2012/01/palla3.jpg" alt="" width="580" height="301" /></a></p>
<p><strong>di Mimma Franco</strong></p>
<p>Chi ama gli animali vorrebbe amare anche gli uomini, sarebbe naturalmente predisposto ad amarli e a rispettarli così come desidera rispettare la vita in ogni sua forma. Ma gli uomini sanno farsi odiare, se ne accorge ben presto proprio chi lavora come volontario per aiutare gli animali maltrattati dai loro fratelli dotati di massa cerebrale tanto maggiore quanto mal impiegata. E invece, proprio lavorando fianco a fianco con le coraggiosissime volontarie pugliesi che ho conosciuto quest’anno, ho imparato che, in mezzo a tante storie di degrado morale e umano, c’è tutto un mondo di ostinati virtuosi che non si arrendono alla corrente e si mettono in gioco fino in fondo pur di salvare una creatura sofferente e, con essa, la parte migliore della loro anima. Storie di ordinario coraggio e contemporaneamente di ordinaria follia: una parte della società che obbedisce ad ancestrali rituali di violenza e abbandono, una parte della società che si commuove di fronte al dolore e non sa accettare l’indifferenza come orizzonte quotidiano. Salvando i cani ho imparato che si può salvare anche gli uomini, che la fiamma della coscienza non si spegne mai fino in fondo e mai in tutti: quando la realtà presenta un volto duro e violento, come accade ovunque nel mondo ma come forse in alcuni angoli del nostro sud appare evidente perché conflittualità enormi, antiche e mai risolte esasperano i rapporti sociali, si rimane sempre stupiti di fronte a chi sa alzare la testa a costo di rimettercela. E viene allora voglia di lottare, di assorbire quest’onda di energia positiva, di portare lo spirito di Donchisciotte anche tra le nebbie padane, dove la violenza si esercita in modi più sottili ma non meno velenosi. Grazie Simona, Betty, Arianna, Marzia e Consuelo, mi avete restituito fiducia e coraggio.</p>
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		<title>Il caso di Perugia</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 09:46:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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		<description><![CDATA[di Marta Lamanuzzi



Il caso di Amanda Knox
Primo errore: il caso è di Meredith Kercher, una studentessa inglese barbaramente sgozzata la notte del primo Novembre 2007 per uno squallido gioco erotico a cui non ha voluto partecipare. Troppo spesso la rappresentazione mediatica dei crimini, alla disperata ricerca dell’effetto “giallo” che tenga lettori e telespettatori con il fiato sospeso, si concentra sul “cattivo”, o presunto tale, dimenticandosi del vero protagonista del reato, l’unico soggetto che, non solo nella ricostruzione processuale, ma anche, purtroppo, nell’ineluttabile realtà dei fatti, è senz’altro coinvolto nel delitto, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Marta Lamanuzzi</strong></p>
<pre style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/11/picasso.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2328" title="picasso" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/11/picasso.jpg" alt="" width="560" height="952" /></a>

</strong></pre>
<p><strong>Il caso di Amanda Knox</strong></p>
<p>Primo errore: il caso è di Meredith Kercher, una studentessa inglese barbaramente sgozzata la notte del primo Novembre 2007 per uno squallido gioco erotico a cui non ha voluto partecipare. Troppo spesso la rappresentazione mediatica dei crimini, alla disperata ricerca dell’effetto “giallo” che tenga lettori e telespettatori con il fiato sospeso, si concentra sul “cattivo”, o presunto tale, dimenticandosi del vero protagonista del reato, l’unico soggetto che, non solo nella ricostruzione processuale, ma anche, purtroppo, nell’ineluttabile realtà dei fatti, è senz’altro coinvolto nel delitto, la vittima. Si pensi al “caso Stasi”, ai Misseri (un giorno Michele, l’altro Sabrina), ad Anna Maria Franzoni. Ben pochi parlano di Chiara Poggi, della giovane Sara e del piccolo Samuele.</p>
<p>Secondo errore: anche a voler citare gli originari imputati (di cui oggi uno ha la veste di condannato e gli altri due sono stati assolti) perché riferirsi solo ad Amanda e non a Raffaele Sollecito o Rudy Guedè? La risposta va ricercata nel dipinto che gli Stati Uniti d’America hanno presentato al mondo del caso in questione, attraendo l’attenzione globale solo su di lei (ho potuto constatare che in Irlanda tendenzialmente si ignora la presenza di altri imputati). Inizialmente, stando alla cronaca americana, la giovane di Seattle, in quanto bella, libera ed emancipata incarnava tutti i mali che l’arretrata, quasi medievale, cittadina di Perugia, e i giurati che hanno partecipato alla decisione di primo grado, hanno voluto esorcizzare. Con il passare del tempo il mirino è stato puntato contro la sciatteria della Polizia italiana. Le prove su cui era stata fondata la sentenza che aveva condannato Amanda (perché è pressoché solo di lei che si è parlato) a 26 anni di carcere, sarebbero state contaminate, frutto di errori o conclusioni imprecise ed affrettate.</p>
<p>Terzo errore, collegato al primo: schierarsi dalla parte o contro Amanda. Le uniche difese che ragionevolmente si possono prendere sono quelle della giovane Meredith e della famiglia alla quale è stata strappata, ancora in attesa di giustizia.</p>
<p>Nel discutere di questo, come degli altri recenti casi di cronaca nera, la tendenza dilagante è quella di lasciarsi trasportare dall’emotività e dalle argomentazioni semplicistiche. È innanzitutto da tenere presente che il giudizio di appello, ossia il controllo da parte di giudici sulle sentenze emesse da altri giudici, è un diritto del cittadino, ineliminabile baluardo garantistico, a maggior ragione se si tratta di provvedimenti che incidono sulla libertà personale come le sentenze di condanna alla reclusione del giudice penale. Fatta questa precisazione molte sono le critiche che, appaiono, <em>prima facie</em>, condivisibili. Si è detto che l’assoluzione in secondo grado sia riconducibile alla pressione statunitense (si pensi all’assolutamente inopportuno ringraziamento da parte dell’ambasciata americana a seguito della pronuncia) e mediatica (la vicenda ha suscitato uno scalpore tale da portare alla produzione di un film su Amanda). Molti avrebbero preferito un’assoluzione per insufficienza di prove, anziché con formula piena, per non aver commesso il fatto. Ancora dubbi sulla condanna a 16 anni con rito abbreviato di Rudy Guedè, recitando il dispositivo che il giovane ivoriano ha commesso il reato in concorso con altre due persone, ad oggi del tutto ignote.</p>
<p>Si può tuttavia ancora sottolineare che, se è vero che, come diceva il Professor Federico Stella, cui è dedicato l’omonimo Istituto di Ricerca, “è meglio lasciar liberi cento colpevoli che imprigionare un solo innocente”, e che quindi non si può condannare se manca la convinzione “oltre ogni ragionevole dubbio” della colpevolezza, il processo penale mai può essere visto come il “luogo della vendetta”, ma sempre e solo come il luogo di accertamento di quella verità processuale, che, per quanto deludente simulacro di quella reale, sola, può rispondere agli interrogativi e alla sofferenza di chi è stato travolto dal fenomeno criminale.</p>
<p>Detto ciò l’ultima battuta sul caso di Meredith Kercher non può che essere ispirata alla volontà di abbandonare i troppi luoghi comuni che sono stati “sbrodolati” in merito e di calare un sipario di rispetto per i suoi famigliari su questa vicenda triste e ancora tremendamente oscura.</p>
<p>Illustrazione:</p>
<pre><strong><strong>Pablo Picasso, L'abbraccio, 1903. Pastello, Musée de l'Orangerie - Parigi.
</strong></strong><strong>VIETATO RIPRODURRE SENZA AUTORIZZAZIONE TESTI, FOTOGRAFIE ED IMPOSTAZIONE GRAFICA.</strong></pre>
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		<title>Muso a muso</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 08:56:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/11/muso-a-muso1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2321" title="muso:Layout 1" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/11/muso-a-muso1.jpg" alt="" width="560" height="792" /></a></p>
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		<title>Complex View, l&#8217;attualità in Inglese.</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 09:47:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Somalia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nabila Nuraddin Ismail
ha 20 anni e studia giornalismo in Egitto e alla Middlesex University di Londra
A Day in Pavia, a Small City in Northern Italy


Walking around aimlessly in old downtown of the province of Pavia with a friend made me realize that this is where history took place, and yet so many cultures are blending in, giving birth to a new Italy. From street vendors to food shops, the hints of old Italy is still in the air.
When you think of rice and cheese, the first thing that comes to ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/11/Nabila.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2301" title="Nabila" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/11/Nabila.jpg" alt="" width="552" height="482" /></a></p>
<p><strong>Nabila Nuraddin Ismail<br />
ha 20 anni e studia giornalismo in Egitto e alla Middlesex University di Londra</strong></p>
<h2><strong>A Day in Pavia, a Small City in Northern Italy</strong></h2>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Walking around aimlessly in old downtown of the province of Pavia with a friend made me realize that this is where history took place, and yet so many cultures are blending in, giving birth to a new Italy. From street vendors to food shops, the hints of old Italy is still in the air.</p>
<p>When you think of rice and cheese, the first thing that comes to an Italian mind is Pavia, a small city located in northern Italy in the region of Lombardy. The city is famous for its cuisine and historic sites, thus making it a perfect combo for a tourist. From small alleyways that once upon a time famous writers and scientists who used to walk through them to reach the renowned University of Pavia, you will soon get engulfed by the past and its magic.</p>
<p>My visit to Italy was as usual, as an Italian myself I get to explore my city in-depth with a sense of wonder overwhelming me. I had my trustworthy friend as we walked around the city without direction. At first I had this déjà vu type of feeling since I crossed these streets and places so many times, but rarely did I take the time to comprehend that Pavia was the capital of Lombardy in the old ages. As we walked on foot, we passed by a Turkish Kebab shop which overwhelmed my senses with its delicious scents. As we entered the shop, a thought struck me, long were the days that Italy was enclosed in its own cocoon and not accepting other cultures, but here we are eating Kebab sandwiches in the same closed society; a sign of modernism? Maybe who knows, but still traditions in Italy is a strong component in the Italian society that it might take a while to disappear even if it was gradually. In time we had our Kebab sandwiches and sodas in hand and we were ready to go to the old Visconti Castle.</p>
<p>As we reached the castle, we sat down upon its steps and ate the delicious lunch, and marveled the scenery in front of us. The castle garden stretched infinitely around us, with the beaten up benches and cherry trees, the castle was a place where someone could fall in love with Pavia all over again.</p>
<p>Next thing we knew we finished our light meals and started to walk into the other section of the downtown. There were several aromas in the air, for example the coffee aroma that was coming from the bar on our right; and also the lovely scent of just baked bread that watered our mouths already. Soon enough, it was night and we discovered that there was a festival called the ‘White Night’ where people celebrate arts, music and culinary until the morning.</p>
<p>We wandered around the stands that were selling everything from antiques to home accessories. As we neared the massive square we were just in time to witness the fireworks show that illuminated the night sky of Pavia, which left everyone watching completely breathless.</p>
<p>As the day came to an end, we were left with the sense of satisfaction and amazement. I soon realized that many people live in astonishing cities or towns; however, they are consumed by modernism that they can’t take a break and appreciate the wonders around them. That night before dozing off to sleep I made this mental note to myself, walking around aimlessly is the best unintentional mistake ever made.</p>
<h2><strong>Far from over, Ongoing Famine Crisis in Somalia</strong></h2>
<p>With the glaring eyes of the media, Somalia’s emergency famine is far from over. The unimaginable Horn of Africa drought that is threatening the lives of 13.3 million Somalis is the worst natural disaster that ever happened in 60 years. With the international aids flocking in, is the Somali famine in the process of closure or in route to a bigger disaster?</p>
<p>When the UN declared that the Horn of Africa drought is expanding to its 6<sup>th</sup> region, many left the area in search of refugee camps and aid. Since the start of the drought, numbers of people in danger of death have doubled in a concerning way.</p>
<p>The UN’s Food Security and Nutrition Analysis Unit (FSNAU) declared that overall, 4 million people are in emergency in Somalia, with 750,000 people at risk of death in the coming four months in the absence of enough response.</p>
<p>“Half of those who have already died are children,” It continued. “More than 29,000 children in the last 90 days”</p>
<p>However, things for Somalia haven’t always been peaceful, 20 years of fighting and the shortage of a national government made Somalia the worst affected country by far.</p>
<p>&#8220;This isn&#8217;t a short-term crisis,&#8221; said UN Humanitarian Coordinator for Somalia Mark Bowden.</p>
<p>In Kenya&#8217;s Wajir region, just across the border from Somalia, health workers are reporting a raise in the number of malnourished children. Being weakened by the lack of food they are more prone to disease which sadly can turn lethal.</p>
<p>School is supposed to open between these upcoming weeks; however, there will be many empty seats in the classes as some children are too weak to walk to school from the lack of food which made them weak and ill.</p>
<p>&#8220;The children are depressed and many will not go. Also, the UN has reduced the school feeding program so children can&#8217;t learn without food,&#8221; said father of five, Mohammed Abdulahi.</p>
<p>However, school is not the only problem, sadly many children are left in the health ward at the refugee camps getting treated from diseases and the malnourishment caused by the disastrous drought. Many mothers are there sitting by their children holding their hands and soothing them from the pain that their children are going through. One of them is a mother who was by the bedside of her skeletal child Ahado while she is being fed via a tube down her throat.</p>
<p>&#8220;On the zone we now have an average of six to 10 brutally malnourished children every week.  Numbers have gone up. The drought is still getting worse,&#8221; said one of the ward doctors, Doctor Kosmos Ngis.</p>
<p>According to the Mercy Corps, full recovery from the drought is not expected until 2012; however, that can be reached if only aids could arrive at the affected zones by the famine.</p>
<p><strong>nabila.n.ismail@gmail.com</strong></p>
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		<title>Amare come un animale&#8230;</title>
		<link>http://www.mosaikokids.it/2011/10/20/amare-come-un-animale/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 08:35:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[I progetti del Mosaiko]]></category>
		<category><![CDATA[Pianeta Cane]]></category>
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		<category><![CDATA[amore]]></category>
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		<description><![CDATA[Amare un cane può aiutare a comprendere l’importanza di un impegno sociale attivo e capace di distogliere da comportamenti pericolosi, mostrando quanto sia deserta e sterile un’esistenza che non concede il giusto spazio al contatto tra esseri viventi.
Io sono Tequila! (Foto Mimma Franco)
Ecco in sintesi il nuovo progetto del Mosaiko:
L’obiettivo che noi ragazzi del Mosaiko ci siamo posti  per questo progetto è quello di affrontare il disagio adolescenziale attraverso la diffusione di una cultura del “volontariato” in tutte le sue varianti. I ragazzi lamentano spesso una grave mancanza di “stimoli” ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Amare un cane può aiutare a comprendere l’importanza di un impegno sociale attivo e capace di distogliere da comportamenti pericolosi, mostrando quanto sia deserta e sterile un’esistenza che non concede il giusto spazio al contatto tra esseri viventi.</strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/teq.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2291" title="teq" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/teq.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a>Io sono Tequila! </strong></em>(Foto Mimma Franco)</p>
<h2>Ecco in sintesi il nuovo progetto del Mosaiko:</h2>
<p>L’obiettivo che noi ragazzi del Mosaiko ci siamo posti  per questo progetto è quello di affrontare il disagio adolescenziale attraverso la diffusione di una cultura del “volontariato” in tutte le sue varianti. I ragazzi lamentano spesso una grave mancanza di “stimoli” e di proposte che li aiutino ad esprimere meglio sé stessi, ad impiegare almeno una parte del proprio tempo libero in maniera proficua, sconfiggendo così noia, svogliatezza, apatia e solitudine da cui spesso sono afflitti. La formazione del “piccolo volontario” deve avere inizio sin dalle scuole elementari, per poi proseguire con un andamento parallelo a quello del corso di studi: si tratta di un processo dalla fondamentale valenza educativa che ha come obiettivo la creazione di un giovane, prima, e di un adulto, poi, responsabile e rispettoso nei confronti di sé stesso e degli altri. Con il patrocinio del Comune e di noi ragazzi del Mosaiko, abbiamo pensato di proporre ai ragazzi, in relazione alle varie fasce d’età, diverse tipologie di attività, a partire dall’educazione cinofila con addestratori specializzati per i più piccoli, fino alla collaborazione con enti ed ONLUS per i più grandi. L’attività rivolta ai bambini di età compresa fra i nove e gli undici anni mira a formare dei “padroncini” responsabili e rispettosi della natura e del proprio animale domestico. E’ un “primo passo” che mira ad incentivare i bambini ad impegnarsi, nel loro percorso di crescita, in altre attività di volontariato con l’aiuto e la guida di un’associazione preposta e l’incentivo di “contributi allo studio”, offerti al termine del proprio percorso come “volontario”. Tutte le attività proposte devono poter essere eseguite non da singoli ma in gruppo, per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità e favorire la conoscenza reciproca per combattere la solitudine.</p>
<p>Il Mosaiko ha ormai maturato da qualche anno l’idea che l’uso e l’abuso di sostanze stupefacenti e alcolici vada analizzato concentrando l’attenzione proprio su questa situazione di noia, di assenza di interessi e apatia che affligge i giovani. Per questa ragione diventa fondamentale risolvere il problema alla radice, ossia operare con i bambini sin da quando frequentano le scuole elementari. Le esigenze e le prerogative tipiche dei bambini mutano poi più volte durante la loro crescita ed infatti il nostro progetto propone di agire in modo differenziato a seconda delle fasce d’età.<br />
Dal momento che l’80% dei bambini tra gli 8 e gli 11 anni sente il bisogno di una compagnia, forse alternativa a quella dei genitori sempre super impegnanti e poco attenti alle reali necessità dei figli, e identifica tale compagnia in un animale, solitamente il cane,  noi ragazzi di Mosaiko abbiamo pensato di promuovere una campagna di educazione canina a partire proprio dalle scuole elementari (III elementare).</p>
<p>Per  un bambino  vivere con un animale come il cane, prendendosene cura e rispettandone la natura, è una scuola di amore e maturità che non potrà che avere risvolti positivi sulla sua personalità in formazione. Le lezioni di educazione canina impegneranno alcuni pomeriggi di rientro scolastico e si svolgeranno sul duplice piano della teoria e della pratica, così da permettere ai piccoli amanti dei cani di conoscere a fondo le caratteristiche di questi animali per essere davvero preparati ad entrare in vivo contatto con loro. <strong>Crediamo che un bambino abituato fin da piccolo a rispettare persone e animali e ad impegnarsi  in compiti che non riguardino esclusivamente la scuola, ma che si aprano ad interessi sociali più ampi, crescendo vorrà continuare il percorso iniziato, sentendo la necessità di essere coinvolto in un’attività gratificante che gli permetta di sentirsi utile alla comunità. </strong></p>
<p>In definitiva si tratta di un progetto a lungo termine che segue i ragazzi passo a passo nella loro crescita, aiutandoli a comprendere <strong>l’importanza di un impegno sociale attivo e capace di distoglierli da comportamenti pericolosi, e mostra  loro quanto sia deserta e sterile un’esistenza che non concede il giusto spazio al contatto tra esseri viventi.</strong></p>
<p><strong>VIETATO RIPRODURRE SENZA AUTORIZZAZIONE TESTI, FOTOGRAFIE ED IMPOSTAZIONE GRAFICA.</strong></p>
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		<title>Non lasciarmi sulla strada!</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 09:02:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pianeta Cane]]></category>
		<category><![CDATA[4 zampe]]></category>
		<category><![CDATA[crescere]]></category>
		<category><![CDATA[educazione canina]]></category>

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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/non-lasciarmi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2275" title="portami in alto:Layout 1" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/non-lasciarmi.jpg" alt="" width="580" height="821" /></a></p>
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		<item>
		<title>Salvati dall&#8217;incendio i cuccioli di Statte</title>
		<link>http://www.mosaikokids.it/2011/10/07/salvati-dallincendio-i-cuccioli-di-statte/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 07:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>

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		<description><![CDATA[Cuccioli sopravvissuti all&#8217;incendio di Statte

 



Alcuni cuccioli sopravvissuti all&#8217;incendio di Statte (in provincia  di Taranto) sono stati adottati dal Mosaiko Kids. I cuccioli si sono  salvati grazie all&#8217;intervento della signora Amalia Sibilio e di Andrea  Lato, i volontari che, con tanta fatica, assistono i cani abbandonati e  cercano di sottrarli ad una vita di stenti e di sofferenze, se non alla  morte.


 
Il  dott. Giampaolo Carucci, il veterinario che, a titolo completamente  gratuito, ha visitato gli 8 cuccioli e si è preso cura ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Cuccioli sopravvissuti all&#8217;incendio di Statte</h2>
<p><a href="../wp-content/uploads/2011/10/cuccioli-Statte.jpg"></a><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/cuccioli-Statte1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2251" title="cuccioli Statte" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/cuccioli-Statte1.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a><br />
<strong> </strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/adozioni-statte7.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2246" title="adozioni statte7" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/adozioni-statte7.jpg" alt="" width="580" height="467" /></a></p>
<p><strong>Alcuni cuccioli sopravvissuti all&#8217;incendio di Statte (in provincia  di Taranto) sono stati adottati dal Mosaiko Kids. I cuccioli si sono  salvati grazie all&#8217;intervento della signora Amalia Sibilio e di Andrea  Lato, i volontari che, con tanta fatica, assistono i cani abbandonati e  cercano di sottrarli ad una vita di stenti e di sofferenze, se non alla  morte.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/adozioni-statte-6.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2244" title="adozioni statte 6" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/adozioni-statte-6.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/veterinario-Statte2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2258" title="veterinario Statte" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/veterinario-Statte2.jpg" alt="" width="580" height="665" /></a><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il  dott. Giampaolo Carucci, il veterinario che, a titolo completamente  gratuito, ha visitato gli 8 cuccioli e si è preso cura della loro  salute.<br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/sara-traversa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2232" title="sara traversa" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/sara-traversa.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></strong></p>
<p><strong>Ecco Chunk adottato da Sara Traversa.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/manuela-traverso.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2233" title="manuela traverso" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/manuela-traverso.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></strong></p>
<p><strong>Chunk con Manuela, la mamma di Sara.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/07/adozioni-statte5.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2240" title="adozioni statte5" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/07/adozioni-statte5.jpg" alt="" width="580" height="558" /></a></strong></p>
<p><strong>Minnie, Chunk e la sorellina bianca di Chunk in braccio a Mimma, Manuela e Sara.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/adozioni-statte3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2236" title="adozioni statte3" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/adozioni-statte3.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/adozioni-statte2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2235" title="adozioni statte2" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/adozioni-statte2.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></strong></p>
<p><strong>Minnie adottata da Maria Cristina Franzoso di Voghera.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/adozioni-statte8.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2260" title="adozioni statte8" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/adozioni-statte8.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a>Maria Cristina Franzoso, Mimma Franco, Rosa Maria Francavilla e la cucciola Minnie.<br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>18! Auguri di Buona vita e che sia molto lunga.</title>
		<link>http://www.mosaikokids.it/2011/09/08/cecilia-mariotti-redattrice-del-mosaiko-kids-18/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 13:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Cara Cecilia il più è fatto adesso inizia la parte più difficile&#8230;. Ti  auguro che negli anni che verranno tu possa metterti alla prova e  superare tutte le difficoltà dimostrando prima a te stessa che agli  altri quello che vali. Ascolta i consigli di chi ti ama, ma prova sempre  a fare di testa tua, gli errori aiutano a crescere solo se sono i  propri errori e non quelli di qualcun&#8217;altro.
Non è un momento facile  quello che stiamo attraversando, soprattutto per i giovani. Ma ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2215" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/188210_2059123089163_1577223851_1991928_2858742_n.jpg"><img class="size-full wp-image-2215 " title="188210_2059123089163_1577223851_1991928_2858742_n" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/188210_2059123089163_1577223851_1991928_2858742_n.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a><p class="wp-caption-text">Cecilia Mariotti, redattrice del Mosaiko Kids.</p></div>
<p>&#8220;Cara Cecilia il più è fatto adesso inizia la parte più difficile&#8230;. Ti  auguro che negli anni che verranno tu possa metterti alla prova e  superare tutte le difficoltà dimostrando prima a te stessa che agli  altri quello che vali. Ascolta i consigli di chi ti ama, ma prova sempre  a fare di testa tua, gli errori aiutano a crescere solo se sono i  propri errori e non quelli di qualcun&#8217;altro.<br />
Non è un momento facile  quello che stiamo attraversando, soprattutto per i giovani. Ma questo  non deve scoraggiarti, saranno gli anni nei quali potranno emergere  persone di valore e di qualità e non solo persone che hanno un prezzo, e  che troppo spesso si mettono in saldo.<br />
Auguri di buona vita e che sia molto lunga.&#8221;</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>Antonella Mariotti</strong></em><em><br />
Giornalista</em> quotidiano “La Stampa” Torino – <em>Direttore responsabile</em> del <strong>Mosaiko Kids.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_2216" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/172122_164241150295061_100001275312930_378135_5356412_o.jpg"><img class="size-full wp-image-2216" title="172122_164241150295061_100001275312930_378135_5356412_o" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/172122_164241150295061_100001275312930_378135_5356412_o.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a><p class="wp-caption-text">Cecilia Mariotti</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h2><em><strong>18: questa serata è x noi!</strong></em></h2>
<p>Forse non sappiamo parlare di noi, non sappiamo chi vogliamo essere, non sappiamo ancora chi saremo davvero. Ma sappiamo cosa vogliamo questa sera. Oltre il palco, quando le luci si spengono, sappiamo di voler essere pienamente noi, noi con i nostri difetti, con le nostre insicurezze, con la nostra voglia di sentire che rumore fa la vita. E così questa serata è per noi…</p>
<p>Per quelli di noi che la scuola è importante<br />
per quelli di noi che “oggi devo assolutamente studiare” e dopo dieci minuti “mamma esco”<br />
per quelli di noi che non sai mai se ci sono o ci fanno<br />
per quelle di noi che i vestiti nell’armadio non sono mai abbastanza<br />
per quelli di noi che i pantaloni vanno portati con il risvolto e i piedi calzano i mocassi<br />
per quelli di noi che la canottiera da muratore va bene 365 giorni all’anno<br />
per quelli di noi che nella vita contano tre cose: la femmina, il danaro e ‘a mortazza<br />
per quelli di noi che non rimandano a oggi quello che possono fare dopodomani<br />
per quelli di noi che la birra piccola non sanno nemmeno se esiste<br />
per quelli di noi che la mattina inizia a mezzogiorno e le notti non finiscono mai<br />
per quelle di noi che si emozionano ogni volta che vibra il cellulare e poi è sempre la Vodafone<br />
per quelli di noi che chi va piano va sano e va lontano e per quelli di noi che invece chi va piano arriva solo dopo<br />
per quelli di noi che la matematica non è un’opinione&#8230;purtroppo<br />
per quelli di noi che non parlano mai e per quelli che invece sparano cazzate a raffica e forse sono gli unici ad aver capito qualcosa del mondo<br />
per quelli di noi che le mezze misure non esistono<br />
per quelli di noi che hanno paura di sbagliare e per quelli che hanno già sbagliato troppe volte<br />
per quelli di noi che sono irriconoscibili e per quelli che in fondo sono sempre gli stessi<br />
per quelli di noi che vedono il bicchiere mezzo pieno e per quelli che lo vedono mezzo vuoto<br />
per quelli di noi che questa sera non possono essere qui e ai quali va il nostro saluto più affettuoso</p>
<p>Questa serata è per tutti noi che la perfezione non ci rappresenta, ma che siamo capaci di metterci in gioco, prenderci in giro, disegnare le nostre caricature, perdonare la nostra stupidità e apprezzare quei pochi che hanno già i piedi per terra, ben sapendo che prima o poi dovremo atterrare tutti. Ma stasera non ancora. Stasera ci invidierete la vita!</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>Cecilia Mariotti</strong></em></p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: left;"><strong>VIETATO RIPRODURRE SENZA AUTORIZZAZIONE TESTI, FOTOGRAFIE ED IMPOSTAZIONE GRAFICA.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giornata Mondiale della Gioventù, Madrid 2011: anche i ragazzi castelnovesi c’erano!</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 12:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Lara Lunaschi.
Il tempo sembra volato da quelle settimane a Sidney per la Giornata Mondiale della Gioventù, in cui il papa Benedetto XVI ci diede appuntamento per Madrid 2011.
Al contrario era il 2008. Oggi, il 6 settembre 2011, ad ormai più di una settimana dalla GMG madrilena posso dire di avere vissuto una delle esperienze più belle della mia vita.
Ma ecco una definizione di GMG fornita dal sito Wikipedia.it:
“La Giornata mondiale della gioventù, spesso chiamata con l&#8217;acronimo GMG in italiano o WYD in inglese, è un incontro internazionale di spiritualità ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Lara Lunaschi.</strong></p>
<div id="attachment_2207" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/trio.jpg"><img class="size-full wp-image-2207" title="trio" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/trio.jpg" alt="" width="580" height="326" /></a><p class="wp-caption-text">Da sinistra Carlo Zeme, Paolo Visca e Lara Lunaschi.</p></div>
<p>Il tempo sembra volato da quelle settimane a Sidney per la Giornata Mondiale della Gioventù, in cui il papa Benedetto XVI ci diede appuntamento per Madrid 2011.<br />
Al contrario era il 2008. Oggi, il 6 settembre 2011, ad ormai più di una settimana dalla GMG madrilena posso dire di avere vissuto una delle esperienze più belle della mia vita.<br />
Ma ecco una definizione di GMG fornita dal sito Wikipedia.it:<br />
<span style="color: #000000;">“La <strong>Giornata mondiale della gioventù</strong>, spesso chiamata con l&#8217;acronimo<a title="Acronimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acronimo" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Acronimo?referer=');"></a> <strong>GMG</strong> in italiano o <strong>WYD</strong> in inglese, è un incontro internazionale di spiritualità e cultura rivolto ai giovani promosso dalla Chiesa cattolica, su iniziativa del Papa. […] In occasione della prima GMG <strong>Papa Giovanni Paolo II </strong>consegnò una <span style="color: #000000;">croce di legno</span></span> ai giovani per simboleggiare &#8220;l&#8217;amore del Signore Gesù per l&#8217;umanità e come annuncio che solo in Cristo morto e risorto c&#8217;è salvezza e redenzione&#8221;. Da allora presenzia alle veglie di tutti gli incontri internazionali e ha visitato decine di paesi in tutti i continenti.[…]”<br />
Ma cos’è in semplici parole questo evento? Volti, culture, linguaggi, colori che si mescolano per creare variopinti quadri nel cuore di ognuno. Un momento passato in mezzo a milioni di persone in cui però la nostra individualità rimane intatta; perché proprio questo deve essere lo spirito di una Gmg: la condivisione.<br />
<strong>Ciò che non si può comunicare è quella sensazione ricca di fascino, così simile alla tensione che precede i grandi momenti della vita,</strong> quelle notti fatte di insonnie persistenti perché il cuore è sospeso tra sogno e realtà. Come una sorta di ebbrezza che ci ha preso fin da subito, nel momento in cui rispolveravamo gli zaini da campeggio, riempiendoli con ciò che ci sembrava lo stretto necessario e che, come nel caso della sottoscritta, era tutto tranne che necessario, con la mente già proiettata all’ultima notte da passare accampati sotto il cielo stellato. E poi l’arrivo a Madrid e l’ingresso in metropolitana, in cui l’entusiasmo e la felicità coinvolgente di migliaia di giovani giunti nella capitale spagnola ci accoglie come un dolce schiaffo sul viso, simile al vento fresco che ti risveglia nelle cocenti notti estive che lasciano il corpo e la mente un po’ intontiti.<br />
Ma andiamo con ordine. Elettrizzati dall’esperienza che ci era stata raccontata dai ragazzi più grandi i quali vi avevano già partecipato, anche un buon numero di noi giovani castelnovesi ha deciso con entusiasmo di prendere parte a questa iniziativa:</p>
<div id="attachment_2196" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/castelnuovo1.jpg"><img class="size-full wp-image-2196" title="castelnuovo1" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/castelnuovo1.jpg" alt="" width="580" height="433" /></a><p class="wp-caption-text">I ragazzi castelnovesi alla GMG Madrid 2011, in ordine alfabetico: Bindella Daniele, Capelli Paola, Castagnaro Giulia, Curone Alessandro, De Riso Chiara, Fiorentino Alessio, Gabusi Giorgio, Gribaudo Cecilia, Lunaschi Lara, Morano Barbara, Oliva Federica, Quaglia Elvis, Rossi Claudia, Sacco Cecilia, Scacheri Francesca, Scaffino Giulia, Secondo Stefano, Visca Paolo, Zanardi Fabio, Zeme Carlo e Zeme Pietro.</p></div>
<p><strong><em>«Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede» (cfr. </em></strong><strong>Col<em> 2,7)</p>
<div id="attachment_2197" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/logo.jpg"><img class="size-full wp-image-2197" title="logo" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/logo.jpg" alt="" width="580" height="580" /></a><p class="wp-caption-text">Il logo della XXVI Giornata Mondiale della Gioventù - Madrid 2011</p></div>
<p></em></strong></p>
<p>Questa è la frase scelta dal Papa Benedetto XVI per il tema della Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid in Spagna della durata di due settimane circa. La prima di queste è stata trascorsa in alcune diocesi spagnole sparse in tutto il territorio, che hanno offerto ospitalità a noi pellegrini stranieri.<br />
La diocesi di Tortona, di cui fa parte anche la nostra parrocchia di Castelnuovo Scrivia, è stata unita nell’organizzazione alla regione Liguria; insieme alle diocesi di Albenga-Imperia, Chiavari, Genova, La Spezia, Savona e Ventimiglia siamo stati ospitati nella splendida cittadina di San Sebastian, situata nei Paesi Baschi, regione nel Nord della Spagna.</p>
<p><strong>La prima settimana: le giornate nelle diocesi, San Sebastian – Paesi Baschi.</strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_2211" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/gruppo3.jpg"><img class="size-full wp-image-2211" title="gruppo3" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/gruppo3.jpg" alt="" width="580" height="388" /></a><p class="wp-caption-text">Alcuni dei ragazzi della diocesi di Tortona sul lungomare di San Sebastian - Foto di Giulia Formica</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Così durante la settimana dall’11 al 15 agosto è stato possibile trascorrere le giornate nella diocesi ospitante per condividere con la Chiesa locale il periodo di preparazione alla GMG. La sistemazione è avvenuta presso il seminario della città, un edificio antico e di grandi dimensioni attrezzato per l’accoglienza dei pellegrini. Muniti di tappetini e sacchi a pelo abbiamo dormito nelle aule destinate all’insegnamento e consumato i pasti nell’ampio cortile posteriore della struttura. È stata un’esperienza bellissima perché abbiamo condiviso questo soggiorno anche con un grande gruppo di giovani cileni; la loro gioia di vivere ci contagiava e così molto spesso ci siamo ritrovati a cantare canzoni di cantautori italiani che conoscevano anche loro: per esempio Laura Pausini, Tiziano Ferro e Luca Dirisio.</p>
<div id="attachment_2199" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/seminario.jpg"><img class="size-full wp-image-2199" title="seminario" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/seminario.jpg" alt="" width="580" height="698" /></a><p class="wp-caption-text">Il Seminario di San Sebastian - Foto di Lara Lunaschi</p></div>
<p><strong>La giornata a Loyola: la stessa gioia e la stessa luce nei nostri occhi.</strong></p>
<p>Un giorno di questa settimana lo abbiamo passato nella città di Loyola, luogo di nascita del santo Ignazio Lopez; una giornata splendida in cui abbiamo avuto il primo assaggio di come sarebbe stata la GMG a Madrid, creando amicizie con i ragazzi di tutto il mondo, celebrando una messa internazionale e partecipando nel pomeriggio ad un Grande Festival delle Nazioni in cui ogni gruppo organizzava una scenetta o un canto da condividere con le 6000 persone presenti all’evento. Prima di cena abbiamo recitato tutti insieme il rosario davanti alla Basilica del santo, è stato il momento più toccante di tutti. Alla luce del tramonto le nostre preghiere, tutte in lingue diverse, salivano verso il cielo infuocato con la stessa intensità e amore.</p>
<div id="attachment_2200" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/9851538.jpg"><img class="size-full wp-image-2200" title="9851538" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/9851538.jpg" alt="" width="580" height="440" /></a><p class="wp-caption-text">Il Santuario di Sant&#39;Ignazio a Loyola. </p></div>
<p><strong>La partenza per Madrid: Pinto.</strong></p>
<p>Dopo le giornate trascorse lungo le rive dell’oceano color zaffiro, le passeggiate nelle vie animate dalla movida spagnola, gli incontri di preghiera ed aver assaggiato i tipici “pinchos” (detti anche Tapas, cibo spagnolo caratteristico) era arrivato il momento di trasferirci finalmente a Madrid.<br />
Così zaini in spalla abbiamo ripreso i nostri fidati pullman che con circa 9 ore di viaggio ci hanno portato sino alla capitale. Anche questa volta per motivi organizzativi i pellegrini erano sparsi in diverse zone di Madrid. Le nostre diocesi sono state ospitate in un palazzetto dello sport nel quartiere di Pinto. La sistemazione è stata un poco difficoltosa, in quanto il totale dei partecipanti era circa 1130 persone, che avrebbero dovuto soggiornare nello stesso palazzetto per una settimana intera.<br />
Ma nonostante le difficoltà e con un po’ di pazienza (a dire il vero tanta) siamo riusciti a sistemarci nel modo ottimale.</p>
<div id="attachment_2201" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/Pinto.jpg"><img class="size-full wp-image-2201" title="Pinto" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/Pinto.jpg" alt="" width="580" height="326" /></a><p class="wp-caption-text">La sistemazione nel palazzetto dello sport a Pinto - Foto di Claudia Rossi</p></div>
<p><strong>Le Catechesi dei vescovi italiani: Saldi nella fede, testimoni radicati in Cristo nel mondo.</strong></p>
<p>Durante la settimana a Madrid è stato possibile seguire tre incontri di catechesi tenuti da alcuni Vescovi italiani. Le catechesi avevano come tema centrale il “motto” della GMG.<br />
La prima a cui abbiamo assistito, dal titolo “<strong>Saldi nella fede”,</strong> è stata svolta da Monsignor Giovanni Ricchiuti, vescovo della diocesi di Acerenza (Potenza); il tema fondamentale era come rimanere saldi nella fede in Cristo in una società come la nostra, che tende ad escludere Dio o a considerare la fede come un fatto privato, senza molta rilevanza e fonte di un certo imbarazzo. Al contrario la fede deve essere un’adesione personale dell’uomo a Dio; è obiettivo di ciascun credente acquisire una fede matura, solida, non fondata solo su un sentimento o su ricordi dell’infanzia.<br />
Il secondo incontro di Catechesi è avvenuto il 18 agosto con Monsignor Enrico Solmi, della diocesi di Parma; il tema era: <strong>“Radicati in Cristo”</strong>. Così abbiamo discusso come essere fondati in Cristo significhi rispondere concretamente alla chiamata di Dio, fidandosi di Lui e mettendo in pratica la sua Parola. Per rimanere radicati in Cristo occorre riconoscerlo e servirlo anche nei poveri, nei malati, nei fratelli che sono in difficoltà e hanno bisogno di aiuto.<br />
All’ultima catechesi ha preso la parola Monsignor Angelo Bagnasco, Cardinale Arcivescovo di Genova e Presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) e prendeva il titolo: <strong>“Testimoni di Cristo nel mondo”.</strong> Nel mondo odierno ci sono molte correnti che tendono a mettere in secondo piano Dio e tutto ciò che riguarda la religione. É compito di ognuno di noi, in particolare noi giovani come missionari della Parola, portare nel mondo l’idea di una “civiltà dell’amore”, in cui ciascuno viene rispettato nella sua dignità e ci sia un forte senso di comunione; dobbiamo essere testimoni di speranza cristiana nel mondo intero, perché sono innumerevoli le persone che soffrono ogni giorno e che sentono il bisogno di questo sentimento.</p>
<div id="attachment_2202" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/diocesi-tortona.jpg"><img class="size-full wp-image-2202" title="diocesi tortona" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/diocesi-tortona.jpg" alt="" width="580" height="388" /></a><p class="wp-caption-text">Il gruppo completo della diocesi di Tortona davanti alla chiesa di Pinto - Foto di Giulia Formica</p></div>
<p><strong>Il fulcro della GMG: Cuatro Vientos.</strong></p>
<div id="attachment_2203" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/cuatrovientos.jpg"><img class="size-full wp-image-2203" title="cuatrovientos" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/cuatrovientos.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a><p class="wp-caption-text">Alcuni dei ragazzi a Cuatro Vientos: da sinistra Lara Lunaschi, Saverio Guarneri, Serena Quadrelli, Adelaide Formica e Paolo Visca - Foto di Serena Quadrelli</p></div>
<p>Ma la settimana ha culminato con la Giornata a Cuatro Vientos, il più vecchio aeroporto spagnolo, e uno dei tre aeroporti di Madrid; attualmente utilizzato come aeroporto militare.</p>
<p>Siamo partiti dai nostri luoghi di alloggio e con i mezzi pubblici siamo arrivati sino a Cuatro Vientos, luogo scelto per le sue dimensioni, infatti ha dovuto ospitare circa due milioni di persone.<br />
Il percorso è stato molto faticoso, abbiamo camminato al sole per ore con i pesanti zaini da campeggio in spalla nella folla opprimente, ma la fatica, il sudore versato e qualche crisi di panico sono stati ripagati all’arrivo in aeroporto; nel caldo opprimente del pomeriggio spagnolo i ragazzi cantavano, gridavano e pregavano. Durante il pomeriggio, per salvarci dal caldo torrido, i pompieri gettavano acqua fresca con le loro pompe su tutti i giovani e purtroppo molti ragazzi si sono sentiti male per colpa del clima.</p>
<div id="attachment_2204" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/Cuatro-Vientos.jpg"><img class="size-full wp-image-2204" title="Cuatro Vientos" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/Cuatro-Vientos.jpg" alt="" width="580" height="388" /></a><p class="wp-caption-text">Alcuni dei ragazzi della diocesi di Tortona davanti al palco delle celebrazioni - Foto di Giulia Formica</p></div>
<p>La sera, dopo aver cenato con il kit di cibo fornitoci dall’organizzazione, è cominciata la Veglia di preghiera; ma nel bel mezzo della celebrazione un vento fortissimo ha spazzato la spianata di Cuatro Vientos, a conferma del nome del luogo, abbattendo su di noi la pioggia. Così la veglia è stata interrotta e noi abbiamo cercato di tornare nei punti in cui ci eravamo accampati e proteggerci come meglio potevamo con dei teli impermeabili dalla pioggia e dal vento tagliente. Il tempo durante la notte è migliorato e ci ha permesso di asciugare e dormire qualche ora. Ma anche nelle ore in cui le intemperie ci “maltrattavano” la Juventud del Papa”, come tutti noi ragazzi partecipanti alla GMG ci chiamavamo, non ha perso la speranza. Per le strade del grande accampamento, sotto la pioggia, i giovani urlavano e cantavano, ridevano e abbracciavano vecchi e nuovi amici. Anche questo è uno dei momenti che conservo gelosamente nel cuore.<br />
Al mattino il Santo Padre ha celebrato la Messa domenicale che, nonostante le ore insonni, riesce a fare breccia ancora una volta nei nostri cuori; dopo l’Angelus e il pranzo abbiamo atteso che diminuisse la folla che continuava a riversarsi verso le uscite dell’aeroporto, per poi tornare ai nostri alloggi e partire per tornare in Italia il giorno seguente.</p>
<p><strong>La Giornata Mondiale della Gioventù: quando le emozioni diventano parole.</strong></p>
<p>É proprio in questi momenti che ho colto lo spirito di queste giornate: non ci importava nulla del calore o delle altre difficoltà, noi ragazzi eravamo lì per lo stesso motivo. Due milioni di persone che parlavano tante lingue diverse, che avevano storie differenti, ma che alla GMG sono diventate quattro milioni di gambe che camminavano con Cristo, due milioni di visi che piangevano di gioia, che sorridevano alla vita, ma soprattutto due milioni di cuori che battevano all’unisono.<br />
Perché nonostante il caldo, la stanchezza, il sonno, la fame e la sete nulla è riuscito a fermarci, perché abbiamo riso, cantato, gioito, abbracciato, amato, abbiamo capito che a volte ci si può sentire “a casa” anche quando ci si trova a più di 1500 chilometri da casa nostra, perché a fare la differenza sono le persone.</p>
<div id="attachment_2205" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/castelnuovo.jpg"><img class="size-full wp-image-2205" title="castelnuovo" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/castelnuovo.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a><p class="wp-caption-text">Il gruppo Castelnovese a San Sebastian.</p></div>
<p>Partecipare ad una Giornata Mondiale della Gioventù è un’esperienza impossibile da raccontare, perché la chiave unica per comprenderla è viverla. Ma da buona pellegrina io vi porto le mie parole, i miei sentimenti, vi apro un po’ il mio cuore sperando che tra queste righe possiate cogliere anche l’emozione che provo ogni volta nel ricordare e, magari, le mie frasi possano far breccia in voi.<br />
Dopo avervi raccontato tutte queste cose mi rimane solo una cosa da fare, ossia darvi un appuntamento: nel 2013 tutti a Rio de Janeiro per la XXVII Giornata Mondiale della Gioventù!</p>
<div id="attachment_2208" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/gruppo.jpg"><img class="size-full wp-image-2208" title="gruppo" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/gruppo.jpg" alt="" width="580" height="388" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Giulia Formica</p></div>
<div id="attachment_2209" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/gruppo1.jpg"><img class="size-full wp-image-2209" title="gruppo1" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/gruppo1.jpg" alt="" width="580" height="326" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Claudia Rossi.</p></div>
<div id="attachment_2210" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/gruppo2.jpg"><img class="size-full wp-image-2210" title="gruppo2" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/gruppo2.jpg" alt="" width="580" height="388" /></a><p class="wp-caption-text">Da sinistra: Adelaide Formica, Claudia Rossi, Lara Lunaschi, Massimo Guerra e Serena Quadrelli. - Foto di Giulia Formica</p></div>
<div id="attachment_2212" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/gruppo4.jpg"><img class="size-full wp-image-2212" title="gruppo4" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/09/gruppo4.jpg" alt="" width="580" height="388" /></a><p class="wp-caption-text">I ragazzi della nostra diocesi con i giovani cileni e canadesi. - Foto di Giulia Formica</p></div>
<p><strong>VIETATO RIPRODURRE SENZA AUTORIZZAZIONE TESTI, FOTOGRAFIE ED IMPOSTAZIONE GRAFICA.</strong></p>
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		<title>Campagna contro l&#8217;abbandono degli animali 2011 &#8211; CRESCERE INSIEME PER UN MONDO MIGLIORE!</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 10:06:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lara</dc:creator>
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Prendersi cura di un animale fa sentire il bambino &#8220;competente&#8221; e &#8220;capace di fare&#8221;, contribuisce così allo sviluppo di una buona autostima, requisito fondamentale per una armonica crescita psico-sociale.
Adelina Cacciola, Educatrice d&#8217;infanzia.


Per un bambino vivere con un animale come il cane, prendendosene cura e rispettandone la natura, è una scuola di amore e maturità che non potrà non avere risvolti positivi sulla sua personalità in formazione.


Crediamo che un bambino abituato fin da piccolo a rispettare persone e animali e a impegnarsi in compiti che non riguardino esclusivamente la scuola ma ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/07/adozioni-statte5.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2240" title="adozioni statte5" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/07/adozioni-statte5.jpg" alt="" width="580" height="558" /></a></p>
<div id="attachment_2179" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/10/adozioni-statte.jpg"><br />
</a><img class="size-full wp-image-2179" title="P1000223" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/07/P10002231.jpg" alt="" width="580" height="478" /><p class="wp-caption-text">Da sinistra Cecilia Mariotti, Pierangelo Luise sindaco di Castelnuovo Scrivia, Mimma Franco ed Elisa Setti.</p></div>
<div id="attachment_2185" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/07/184066_1853092086415_1214175152_31573341_2693533_n.jpg"><img class="size-full wp-image-2185" title="Marco Naccari" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/07/184066_1853092086415_1214175152_31573341_2693533_n.jpg" alt="" width="580" height="434" /></a><p class="wp-caption-text">Marco Naccari con il suo cucciolo.</p></div>
<p><em>Prendersi cura di un animale fa sentire il bambino &#8220;competente&#8221; e &#8220;capace di fare&#8221;, contribuisce così allo sviluppo di una buona autostima, requisito fondamentale per una armonica crescita psico-sociale.</em></p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>Adelina Cacciola, Educatrice d&#8217;infanzia.</strong></em></p>
<p style="text-align: right;"><em><strong><br />
</strong></em></p>
<div id="attachment_2180" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/07/ZOE-59.jpg"><img class="size-full wp-image-2180 " title="ZOE (59)" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/07/ZOE-59.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a><p class="wp-caption-text">Ecco ZOE nella sua nuova casa adottata da Laura Poggi di Belforte Monferrato (AL)</p></div>
<p><em>Per un bambino vivere con un animale come il cane, prendendosene cura e rispettandone la natura, è una scuola di amore e maturità che non potrà non avere risvolti positivi sulla sua personalità in formazione.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<div id="attachment_2192" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/07/metteresito1.jpg"><img class="size-full wp-image-2192" title="Stick" src="http://www.mosaikokids.it/wp-content/uploads/2011/07/metteresito1.jpg" alt="" width="580" height="488" /></a><p class="wp-caption-text">Ecco Stick, adottato da Carla Algeri di Voghera.</p></div>
<p><strong><em>Crediamo che un bambino abituato fin da piccolo a rispettare persone e animali e a impegnarsi in compiti che non riguardino esclusivamente la scuola ma che si aprano ad interessi sociali più ampi, crescendo vorrà continuare il percorso iniziato, sentendo la necessità di essere coinvolto in un&#8217; attività gratificante che gli permetta di sentirsi utile alla comunità.</em></strong></p>
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